Startup di merda by Mario Moroni

Startup di merda by Mario Moroni

autore:Mario Moroni [Moroni, Mario]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Saggio, autoaiuto
ISBN: 9788899933241
editore: La Memoria del Mondo
pubblicato: 2017-10-16T22:00:00+00:00


8. Se entri per uscire ti trovi con la faccia nella porta

Praticamente tutti gli imprenditori che conosco mi hanno raccontato che sarebbero pronti a vendere istantaneamente la propria azienda ad altri, se gli fosse proposta un’acquisizione.

E tre quarti di questi, mi hanno confessato di avere aperto un’attività proprio per questo motivo, sognando il momento in cui sarebbero arrivati gli avvocati della grande società a suonare alla porta con un assegno tra le mani.

Un mio caro amico - perdonatemi se in questo caso non cito la fonte - dopo una serata di quelle al pub che ti fanno venire le idee per diventare ricco, la notte stessa registrò il dominio, comprò i template per il sito, si fece fare logo, design e biglietto da visita, e comprò i primi 500 € di Google Adwords e altrettanti in Facebook Ads.

Fece tutto questo non perché fosse interessato a gestire la piattaforma che aveva creato, ma perché aveva avuto questa idea che un portale competitor non aveva mai avuto, una sorta di Newsfeed di annunci e offerte nel campo della ristorazione, localizzati e su misura dell’utente.

Dopo essersi preso quattro giorni di ferie, aver perso la dignità riducendosi a un ammasso di batteri e microbi ricoperto di briciole di patatine e strabordante di RedBull, è tutto pronto: chiama i suoi avversari, si presenta con nome cognome e indirizzo web, e chiede di essere ricevuto.

La gentilissima centralinista risponde che al momento non c’è nessuno con cui parlare, ma verrà certamente ricontattato a breve.

Il mio amico gongola, si lava (finalmente!) attende l’inizio della settimana successiva, e lunedì mattina gli arriva nella casella di posta elettronica del dominio che aveva registrato una email vuota, senza oggetto, con dentro un solo link e la firma dell’amministratore delegato della società.

In tre giorni (durante il weekend) i suoi competitor avevano replicato tutto, ma proprio tutto, quanto lui aveva prodotto, ed erano riusciti pure a renderlo più accattivante, perché nel loro portale questa idea si integrava con un mucchio di servizi fighi che già offrivano a quasi trentamila visitatori unici al giorno. Il sito del mio amico, invece, aveva fatto dieci visite, e immagino fossero tutte dell’ufficio IT dei suoi avversari.

Sento sempre più spesso storie di ragazzi che si infilano in bolge pazzesche con la speranza che bussi alla porta Mark Zuckerberg, si metta in ginocchio e inizi a pregarli di cedere l’idea della loro app per milioni di dollari.

Se anche c’è stato un tempo in cui a qualcuno gli è andata di culo, quel periodo finito da un pezzo, e - sento il bisogno di ricordarlo - tutte quelle storie di cifre da capogiro per acquisizioni chiavi in mano succedevano in America, non a Pescasseroli (città natale del mio amico).

Quindi, per i volenterosi che hanno avuto l’idea del secolo, ho una brutta notizia per voi: Mark non arriverà.

Non arriva più, ha smesso.

Non fa più acquisizioni perché ha capito che fa prima a replicare le funzionalità delle App che gli piacciono.

E come lui Bill.

E come lui Elon.

E compagnia bella.



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